Poesie – di Mariella De Santis

Ridendo la morte nel cuore

Ci lasciamo ridendo la morte nel cuore
Niente è più reale di questo mi hai detto
Nella notte mentre il tuo corpo bianco
Più del mio in me si inabissava.
La poesia di Cortàzar, il viaggio a Marrakesh
La pesca d’alto mare e le ragioni tecniche
Per cinque minuti ancora ci danno la forza
Di avanzare. Due caffè due biscotti una camicia
Da stirare sono i garbati passi dell’addio.
Don’t forget our future, mi raccomandi
Ma dalla finestra il passato tarda ad arrivare

L’amuleto

il cuore troppo morbido riceve profondo il taglio della lama
si converte alla fermezza della pietra inalterabile del bianco
del gesto atletico dimentica quel piccolo germoglio di fuoco
nelle sue vene incassato. Ne ascolta oggi il crepitare sotto
l’inaspettato grecale arrivato con una valigia rossa in mano

La Buona Pasqua

Vorrei con la mano le forsizie scompigliare
trovarci dentro il rumore del mio mare
da cui ogni mio male si allontana.
Ascoltare paziente il tempo in cui
solo per apparenza l’amico s’inombra
tenere aperta la fauce dell’estate e guardare
nel sole acceso il mio destino. Lasciare prossima
la Pasqua a rinverdire quel germoglio di pesco
del gelo temebondo che guarda la pianura
su cui lo stormire delle campane sciama.

For my Bloom’s Day

Ci lasciamo ridendo la morte nel cuore
Niente è più reale di questo mi hai detto
Nella notte mentre il tuo corpo bianco
Più del mio in me si inabissava.
La poesia di Cortàzar, il viaggio a Marrakesh
La pesca d’alto mare e le ragioni tecniche
Per cinque minuti ancora ci danno la forza
Di avanzare. Due caffè due biscotti una camicia
Da stirare sono i garbati passi dell’addio.
Don’t forget our future, mi raccomandi
Ma dalla finestra il passato tarda ad arrivare.

For my Bloom’s Day Laughing we part with death in our hearts.
Nothing is more real than this, you whispered
In the dark of the night, as your white body
More than my own, blended with mine, sank into mine.
Cortàzar’s poem – the unmade journey to Marrakesh,
Deep sea fishing unenjoyed, technical
Reasons deployed – give us, for five minutes more,
Strength to go on. Two coffees, two biscuits,
A shirt ironed, are the graceful steps to farewell.
Don’t forget our future, you enjoin me,
But from my window the past has yet to arrive
Giochi di lingua

Mi si è scomposto in testa quel poco
Che sapevo della fiera lingua tua
Ora tutto si viene a rimestare
Non so più bene il nome del pane
E quello del vino se dire destra sia uguale
A indicar sinistra o segni un dritto andare.

Quel poco che sapevo della fiera lingua tua
Spinge fuori dalla testa la nota lingua mia.

In mezzo devo stare lontana dalla sponda
Quanto dalla nave e dispormi ad aspettare.

Nel frattempo amiamoci in silenzio
Oppure facciamo un bel bambino:
farà cantabile il parlare Tuo, Nostro, Mio.

Speaking with TonguesIt’s all fallen to bits in my head what little
I knew of your proud tongue
Now everything is getting muddled
I don’t any longer know the noun for bread
Or the one for wine – if to say right is the same
As indicating left or means go straight ahead.
What little I knew of your proud tongue
Expels from my head my own known tongue.
In the middle I’ll stay, as far from the shore
As from the ship, and settle down to wait.

In the meantime let’s love each other in silence
Or let’s fashion a beautiful child, who
A song will make of Your, Our, My proud tongue.

In attesa dei barbari

Non saremo noi esempio per i timidi i deboli di cuore
Non mescolammo il sangue per fare nuova specie
Rimarranno i forti con i forti i deboli coi deboli
Noi illusi d’essere primi strappati alla carena
Ci togliamo dalle labbra vocali e consonanti
Con cui ardimmo profetare di parole nuove
Non ci renderà migliori la disdetta al sogno
Non interesserà che a uno il nostro sacrificio
Ma tu mentre nella notte ti spogliavi eri solenne
Quanto me credevi nell’onore che portavi al rito

Awaiting the BarbariansWe shall be no example
for the timorous or faint-hearted
We never mixed our blood
to create a new species
The strong will stay with the strong
the feeble with the feeble
We dreamt we were the first
to be dragged from a keel
We rid our lips of certain
vowels and consonants
with which we burned
to prophesy new words
Killing the dream
won’t make us better
Our sacrifice will interest
one person only

But you undressing that night
with such solemnity –
As much as me you believed
in honouring our rite

traduzione in Inglese di Anthony Robbins

Mariella De Santis è nata sul mare di Bari in un raro giorno di neve nel 1962, di natura poco stanziale vive inspiegabilmente da alcuni anni a Milano. Alla ricerca scritturale, unisce un attivo impegno in campo culturale tesa a creare momenti di elaborazione di pensiero comune su questioni d’interesse letterario e sociale. Collabora con case editrici, riviste, centri di ricerca. Ha curato rassegne culturali con particolare attenzione all’intreccio dei saperi e dell’esperienze. Partecipa a festivals e readings poetici in Italia e all’estero. Ha ideato e curato alcune collane letterarie per una casa editrice elvetica e per Outis, Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea, le rassegne Intravisioni (Milano,Arianteo,1999) e Tramedautore per la sezione poesia (Milano teatri Arsenale, Verdi, Filodrammatici, Palazzo della Triennale edizioni 2001,2002,2003). È presente in antologie poetiche in qualità di autrice o prefatrice e nel lavoro antologico ” Donne e Poesia” a cura di Mariella Bettarini, pubblicato sul mensile internazionale di cultura poetica “Poesia” (Crocetti Ed., Milano nrr.124 e 131 del 1999). È stata componente della redazione della rivista Manocomete, diretta da Giancarlo Majorino. Attualmente è fondatrice e redattrice della rivista di poesia e ricerca Il monte Analogo e coordinatrice redazionale del semestrale di civiltà poetiche Smerilliana. Nel 1992 suoi inediti vengono segnalati al Premio Internazionale Eugenio Montale. È curatrice, con Gilberto Finzi, dell’opera omnia di Delfina Provenzali Menhir, Ed . Archivi del 900, 2004. Ha curato l’apparato critico del libro Sotto la pioggia scrosciante, di Oretta Dalle Ore, Ed. Fai da te,2005.

2 Commenti

2 risposte finora ↓

  • Lucetta Frisa // Giugno 4, 2007 a 7:06 pm | Replica

    complimenti sinceri.
    Confesso di non avere mai letto(o forse pochissimi versi de) le tue poesie e queste mi piacciono molto.
    Tutto qui.
    sperando di inconcontrati,prima o poi
    lucetta frisa

  • lucia vezzola // Ottobre 30, 2008 a 9:28 pm | Replica

    amo le poesie e le prose. Purtroppo non sono in grado di crearle quindi mi diletto a leggerle…
    sei Brava

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